martedì 20 gennaio 2009

Primo discorso di Barack Obama da Presidente degli Stati Uniti d'America


Il primo discorso da Presidente Eletto degli Stati Uniti d'America Barack Obama, la sera del 5 novembre 2008.

Buonasera Chicago
Se c'e' qualcuno li' fuori che ancora dubita che l'America sia un luogo dove tutto e' possibile...
che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri continui a vivere nel nostro tempo...
che mette ancora in discussione il potere della nostra democrazia...
questa sera e' la vostra risposta.
E' la risposta data dalle lunghissime file di fronte a scuole e chiese, tante come non se n'erano mai viste in questa Nazione, file di persone che hanno atteso tre o anche quattro ore, alcuni per la prima volta nella loro vita, perche' credevano che questa volta dovesse andare diversamente, che le loro voci potessero fare la differenza.
E' la risposta urlata a gran voce da giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi e neri, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali ed eterosessuali, disabili e non disabili.
Sono americani che hanno inviato un messaggio al mondo, che dice che non siamo mai stati un mero insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.
Noi siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d'America.
E' la risposta... che ha spinto coloro che per tanto tempo sono stati convinti da tanta gente ad essere cinici, e impauriti, e scettici sulle nostre possibilita'... a porre le proprie mani sull'arco della Storia per tenderlo ancora una volta verso la speranza di giorni migliori.
Ci e' voluto molto tempo, ma questa sera, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in queste elezioni, in questo momento di svolta, il cambiamento e' arrivato in America.
Pochi minuti fa ho ricevuto una telefonata straordinariamente cordiale da parte del Senatore McCain. Il Senatore McCain ha lottato a lungo e duramente in questa campagna. E ha lottato anche piu' a lungo e piu' duramente... per il Paese che ama. Ha compiuto numerosi sacrifici per l'America, sacrifici che gran parte di noi non riesce nemmeno ad immaginare. Il nostro benessere lo dobbiamo anche al servizio reso da questo coraggioso e generoso leader. Mi congratulo con lui, mi congratulo con la Governatrice Palin, per i loro risultati. E sono certo che potremo lavorare assieme per rinnovare il potenziale di questa Nazione nei prossimi mesi.
Voglio ringraziare il mio compagno d'avventura, un uomo che ha fatto campagna elettorale con il cuore e ha portato la voce degli uomini e delle donne con cui e' cresciuto a Scranton e con cui ha viaggiato nel ritorno a casa nel Delaware, il Vice Presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.
E non sarei qui stasera se non avessi avuto il continuo supporto della mia migliore amica negli ultimi sedici anni, il collante della nostra famiglia, l'amore della mia vita, la futura First Lady... Michelle Obama. Sasha e Malia, vi amo entrambe piu' di quanto possiate immaginare e vi siete meritate il cucciolo che verra' con noi alla Casa Bianca. E anche se non e' piu' tra noi, so che mia nonna ci sta guardando cosi' come la famiglia che mi ha reso cio' che sono ora. Mi mancano stasera. So che il mio debito nei loro confronti e' incommensurabile.
A mia sorella Maya, mia sorella Alma e a tutti i miei fratelli e sorelle, grazie infinite per tutto cio' che avete fatto per me.
Ve ne sono riconoscente.
Al responsabile della mia campagna, David Plouffe. L'eroe dietro le quinte di questa campagna, che ha costruito la migliore... la migliore campagna elettorale, secondo me, dell'intera storia degli Stati Uniti d'America. Al mio capo stratega, David Axelrod che mi ha... accompagnato passo dopo passo. Alla miglior squadra che sia mai esistita nella storia della politica. E' merito vostro se oggi siamo qui. Vi saro' per sempre riconoscente per tutto cio' che avete sacrificato per renderlo possibile.
Ma soprattutto, non dimentichero' mai a chi appartiene davvero questa vittoria. Appartiene a voi.
Non sono mai stato il candidato piu' probabile per questa carica. Non abbiamo iniziato con molti soldi o molto appoggio. La nostra corsa non e' nata nei salotti di Washington. E' iniziata nei cortili di Des Moines, nei soggiorni di Concord, nelle verande di Charleston.
E' stata costruita da uomini e donne che lavorano che hanno attinto dai loro poveri risparmi per dare 5 dollari, 10 dollari, 20 dollari per la Causa. Ha preso forza dai giovani che hanno rinnegato il mito dell'apatia della loro generazione, che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per lavori che promettevano pochi soldi e ancor meno riposo. Ha preso forza dalle persone non piu' cosi' giovani che hanno affrontato il freddo pungente ed il caldo asfissiante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti. E dai milioni di Americani che si sono offerti volontari, che hanno organizzato e che hanno provato che piu' di due secoli dopo, un governo del Popolo, dal Popolo e per il Popolo non e' scomparso dalla Terra. Questa e' la vostra vittoria.
So che non l'avete fatto solo per vincere un'elezione. E so che non l'avete fatto per me. L'avete fatto perche' capite l'enormita' del compito che ci aspetta. Anche ora che siamo qui a festeggiare, sappiamo che le sfide che ci portera' il domani sono le piu' difficili che abbiamo mai affrontato. Due guerre, un Pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria degli ultimi cento anni... Mentre siamo qui stasera, sappiamo che ci sono Americani coraggiosi che si svegliano nel deserto iracheno, sulle montagne dell'Afghanistan e rischiano la vita per noi. Ci sono madri e padri che rimangono svegli quando i loro figli si addormentano e pensano a pagare il mutuo, o le spese mediche, o dove trovare i soldi per mandare i figli al college. Dobbiamo sfruttare nuove fonti di energia, creare piu' posti di lavoro, costruire nuove scuole. E mi duole ammetterlo rinsaldare delle alleanze.
La strada che ci aspetta sara' lunga. Ed e' tutta in salita. Non arriveremo in cima in un anno, probabilmente neanche in un mandato. Ma vi diro', America. Non sono mai stato piu' ottimista di questa sera, riguardo al fatto che noi ce la faremo. Ve lo prometto. Noi ce la faremo, tutti insieme!
Capitera' di tornare sui nostri passi. Ci saranno false partenze. Molti non saranno d'accordo con ogni decisione o linea guida che seguiro' da Presidente. E sappiamo che un governo non puo' riuscire a risolvere tutti i problemi. Ma saro' sempre onesto con voi riguardo le sfide che ci troveremo ad affrontare. Ascoltero' la vostra voce, specialmente quando sara' in disaccordo. E piu' di ogni cosa, chiedero' a tutti voi di unirvi a me nel ricostruire questa nazione Nell'unico modo in cui l'abbiamo sempre fatto, in 221 anni di storia americana. Pezzo per pezzo. Mattone dopo mattone. Callo dopo callo.
Quello che abbiamo iniziato 21 mesi fa nell'inverno piu' rigido non finira' con questa notte d'autunno. Questa vittoria non e' il cambiamento che cerchiamo. E' la nostra possibilita' per attuare questo cambiamento. E non avverra' se torneremo indietro sui nostri passi. Non si realizzera' senza di voi.
Senza un nuovo spirito di mettersi a disposizione un nuovo spirito di sacrificio. Possiamo noi tirar fuori questo spirito. Il nostro patriottismo. Il nostro senso di responsabilita' con il quale ognuno di noi cominci a fare la propria parte, lavorare duro e prendersi cura non solo di se stesso ma di tutti noi. Ricordiamoci che se questa crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa, e' che non e' possibile che a Wall Street si navighi nell'oro mentre in Main Street si faccia la fame. In questo paese prosperiamo o moriamo tutti insieme come un unico organismo.
Non ricadiamo di nuovo nell'errore di perseguire obiettivi di parte, nella sconsideratezza e nell'immaturita' che a lungo ha avvelenato la nostra classe politica. Lasciatemi ricordare come sia stato proprio un uomo nato qui nell'Illinois il primo a portare alla Casa Bianca la bandiera del partito repubblicano. Un partito fondato su valori di fiducia, liberta' della persona ed unita' nazionale Sono valori che noi tutti condividiamo. E se i democratici hanno ottenuto una grande vittoria questa sera e' stato grazie alla grande umilta'... e determinazione ad appianare le divergenze che hanno frenato il nostro progresso. Come Lincoln disse parlando ad una nazione molto piu' divisa di oggi: non siamo avversari, ma amici. Per quanto la passione ci possa allontanare, non deve mai arrivare ad incrinare i nostri legami di affetto. E a quegli Americani...
dei quali ancora devo guadagnarmi la fiducia: non avro' avuto il vostro voto stanotte, ma sento le vostre voci. Mi serve il vostro aiuto. E saro' anche il vostro Presidente.
E a tutti quelli che ci seguono questa sera dall'estero, dai parlamenti e dai palazzi del potere, fino alla gente ammassata attorno a una radio negli angoli piu' remoti del pianeta le nostre storie saranno anche diverse, ma condividiamo lo stesso destino. Abbiamo a portata di mano una nuova alba per la leadership americana. A coloro che vogliono la distruzione del mondo, vi sconfiggeremo! Coloro alla ricerca di pace e sicurezza: siamo dalla vostra parte! E a tutti coloro che si domandano se il fuoco dell'orgoglio americano sia vivo come una volta, questa sera una volta di piu' siamo prova di come la grandezza di questa nazione non venga dalla nostra forza militare o dalla nostra potenza economica ma dalla solidita' dei nostri ideali. Democrazia, liberta', opportunita' per tutti, e una speranza incrollabile.
Qui risiede la genialita' dell'America: l'America e' in grado di cambiare. La nostra Unione puo' essere migliorata.
I successi ottenuti ci danno speranza per cio' che possiamo e dobbiamo ottenere in futuro. Queste elezioni hanno avuto molti vincitori, e molte storie che saranno raccontate per generazioni, ma...
stasera me n'e' rimasta impressa una, a proposito di una donna, che ha espresso il proprio voto ad Atlanta. Lei e' uguale ai milioni di persone che si sono fatte avanti per far sentire la propria voce in queste elezioni, tranne che per una cosa: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.
E' nata solo una generazione dopo la schiavitu', un tempo in cui non vi erano auto per strada e aerei in cielo. Quando qualcuno come lei non poteva votare per due ragioni: perche' era una donna, e a causa del colore della pelle.
Stasera, sto pensando a tutto quello che deve aver visto, attraverso un secolo in America. L'angoscia, e la speranza. La lotta ed il progresso. I tempi in cui ci veniva detto che non potevamo, e le persone che hanno insistito con quel motto tutto americano: Yes, we can. In un tempo in cui la voce delle donne era oppressa e le loro speranze disattese, e' sopravvissuta per vederle alzare la testa, farsi sentire, e conquistare il diritto al voto.
Quando c'era disperazione nell'epoca del Dust Bowl... e la Grande Depressione colpi' tutto il Paese, ha visto una nazione vincere la paura stessa con il New Deal, nuovi lavori... ed un nuovo senso comune. Yes, we can.
Quando le bombe caddero a Pearl Harbor, e la tirannia minacciava il mondo, lei era li', testimone di una generazione che ascese alla grandezza, e salvo' la democrazia. Lei c'era per gli autobus a Montgomery, l'acquedotto a Birmingham, il ponte a Selma, ed un predicatore di Atlanta, che disse alla gente: "Noi ce la faremo".
Un uomo ha camminato sulla luna, un muro e' caduto a Berlino. Il mondo intero e' stato unito dalla nostra scienza e immaginazione. E quest'anno, in queste elezioni, ha toccato uno schermo con il dito, ed ha espresso il suo voto, perche' dopo 106 anni in America, attraverso il momento piu' radioso e l'ora piu' buia, lei sa quanto l'America puo' cambiare. Yes, we can.
America, siamo andati molto lontano, abbiamo visto molte cose, ma ci sono ancora molte cose da fare. Percio' stasera, proviamo a chiedere a noi stessi: se i nostri figli dovessero vivere fino a vedere il prossimo secolo, se le mie figlie dovessero essere fortunate da vivere a lungo come Ann Nixon Cooper, che cambiamenti vedrebbero? Che progressi avremo compiuto?
Questa e' la nostra occasione per rispondere a quella domanda. Questo e' il nostro momento. Il nostro tempo, per rimettere al lavoro la nostra gente e aprire ogni opportunita' per i nostri figli. Per ristabilire la prosperita' e promuovere la causa della pace. Per riappropriarci del sogno americano e riaffermare quella verita' fondamentale, e cioe' che seppur in tanti, siamo uno solo. Che finche' c'e' vita, c'e' speranza. E quando ci scontreremo con il cinismo e i dubbi di quelli che ci dicono che non si puo', noi risponderemo con quel motto senza tempo che riassume lo spirito di un popolo: Yes, we can.
Grazie, Dio vi benedica, e benedica anche gli Stati Uniti d'America.

Traduzione di: www.italiansubs.net


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